29.8.11

Il punto qual è...

Bene, sono finite le ferie. No, non è un bene, in effetti.
Lasciamo perdere.
Ma le cose si muovono. Venerdì mattina sono andata all'Ikea. Dovevo farlo a inizio mese, ma ero troppo stanca per pensare a mobili, vernici, tende etc. Invece venerdì no. Forse per non pensare al fatto che dovevo tornare al lavoro, forse perché ero stufa di vedere la casa messa così. Al di là delle cose aggiunte, sono molto fiera di quelle che ho eliminato.
Roba che mi portavo dietro da almeno 20 anni senza alcun motivo. Tipo i trofei vinti ballando (vinti, vabbè, chiamiamoli ricordi di esibizioni passate), quadri fatti al mezzo punto alle medie (che stavano in un baule da una vita), specchi dipinti che mi hanno regalato a quindici anni, un puzzle da 1500 pezzi con un bellissimo disegno del segno del leone (più recente, era appeso in cucina, ma ora quella parete libera non c'è più), abiti, attrezzi, stoffe inutili, il baule in legno da ferroviere. E così via.
Poi ho aggiunto 3 mobili in cucina, eliminato il tavolo con gli sgabelli alti che tanto non usavamo mai, spostato alcuni dei vecchi mobili e riadattato l'arredamento. Ho reso l'ingresso più simile a quello che desideravo quando abbiamo messo su casa, manca ancora qualcosa, ma mi sto avvicinando.
Manca qualcosa, ma in definitiva c'è quel senso di leggerezza che si prova quando si svolta.
E la svolta la sento vicina. Un po' come l'anno scorso sentivo il peso di ciò che mi aspettava (poi puntualmente avverato), ora sento che sta arrivando qualcosa.
Ma stavolta è qualcosa di buono.

24.8.11

Delle cose che faccio e di quelle che farei

Vorrei imparare a tirare con l'arco, a sparare con la pistola e a maneggiare spada e pugnale.
Non per difesa o offesa, giusto per sapere cosa si sente. Mi piacerebbe più di ogni altra cosa. Un po' come mi piaceva la fitboxe, che senza picchiare nessuno mi sentivo bene, forte e tranquilla.
Ci pensavo oggi mentre leggevo il libro di Miki Monticelli (è uno young adult fantasy, ma bello bello) e mi venivano in mente le pagine Facebook di Laurell K Hamilton, che va a sparare davvero e che è simpatica, matura il giusto ma ancora giocosa. Mi è venuto in mente Clive Barker che va ad assistere alle autopsie per "divertimento". Insomma, se si scrive di un mondo bisogna sapere come si vive in quel mondo. Anche se è un mondo inventato.
Vorrei avere il tempo di fare queste cose, averne anche il coraggio e la costanza di imparare davvero.
Mi piacerebbe poter diventare uno dei miei personaggi. A piacimento.
Vorrei che fosse possibile diventarlo pian pianino.
Intanto scrivo. Cose che mi tengono sveglia la notte perché sono personali. Lo so, avrei dovuto finire prima una cosa, ma fa troppo caldo e quello che scrivo viene giù a goccioloni. Il che è ben diverso dalle note che vengono giù quando mi metto a parlare di Jane e del suo mondo, soprattutto ora che la storia volge al termine e che mi piace. Quanto mi piace.
Ma c'è qualcosa che cambia davvero, obbiettivi più chiari e quel morso che mi ha messa in moto già una volta: Forse la passione è rinata, forse sono tornata a vivere, forse sono libera di essere chi voglio essere adesso più di prima, più di un anno fa, più che mai.
Mi sono resa conto che davvero qualcosa è cambiato e che non importa se per ora lo vedo solo io.
Si fotta, il mondo.

22.8.11

Apologia di amore insano, ovvero...

Twilight e la meraviglia dell'essere adolescenti.


Traggo ispirazione dalle recenti e inutili comparazioni tra le saghe di Harry Potter e Twilight, che a mio avviso nulla hanno in comune tranne l'antipatia di fondo dei protagonisti principali.
Il mio pensiero va alla saga dei vampiri più redditizia del mondo e a quello che mi ha lasciato dopo una accurata lettura e dopo la visione di ogni film che è stato tratto finora dai romanzi della Meyer. Premetto: io adoro i vampiri. Chi mi conosce lo sa.
Per questo quando ho letto Twilight ero certamente ben disposta. Mi piacciono le storie romantiche, anche. Il libro, primo della serie, mi ha lasciato addosso la sensazione di essere tornata a diciassette anni, di poter provare quel tipo di amore ancora adesso che sono una persona adulta (almeno anagraficamente).
Bellissimo quando nel nostro respiro non c'è altro che il desiderio di un altro essere umano, quando ciò che sentiamo è così forte che ci sembra indistruttibile, giusto e meraviglioso. Cosa che normalmente non è.
A quell'età mi sentivo così ogni volta. Mi piaceva sentirmi così, mi dava una forza che altrimenti non sentivo. Leggere Twilight mi ha riportata a quel sentire, mi ha fatta reinnamorare dell'amore e del romanticismo, perché non c'è niente di più forte di un amore impossibile e niente di più romantico di un amore che sfida la morte.
E va bene, per carità. Va bene a diciassette anni se in più ci si rende conto che si tratta di un libro.
Perché più avanti si va nella storia più si comprende che quell'amore non è sano.
Romantico, sì.
Ma come può essere sano un amore che fa tendere alla morte? Un amore che fa stare male, che fa impazzire, che fa deprimere, rinunciare alla vita? Quale amore sano porta a questi estremi?
Credo sia bello leggere di sentimenti struggenti, immergersi in ambienti e in storie così coinvolgenti. Credo sia bello quel primo libro, una sorta di Giulietta e Romeo versione horror (sempre se non è già horror a sufficienza la tragica storia dei due innamorati di Verona), l'amore e la morte. Il romanticismo puro.
Poi nella vita una farebbe meglio a scegliersi un lupacchiotto innamorato, caldo e vivo.
Credo non sia un modello positivo, per quanto romantico. Credo che l'amore sia una cosa differente, dovrebbe far battere il cuore e non far sperare che non batta più. Non è una questione di anima. Non si perde l'anima per amore. Si arricchisce ogni volta.
Se poi devo anche prendere in considerazione il resto della saga, trovo che al di là dell'idea geniale e della buona scrittura con cui è iniziata sia stata in seguito sfruttata in malo modo. La Meyer è talmente romantica che non riesce a prendere delle decisioni e a deludere qualcuno. Sistema tutti come nelle favole e tutti vissero vampiri e contenti. L'operazione commerciale contro tutto il resto, contro la creatività e contro la realtà delle cose: la vita non funziona mai in questo modo.
Lo so, sto parlando di una serie di libri. Credo che però in ogni cosa che si scrive ci sia la realtà, se non ci fosse non ci catturerebbe. Certo, le occasioni sono inventate, ma una buona storia racconta sempre qualcosa di vero. Altrimenti non funziona.
Il segreto di Twilight è quello di raccontare quel tipo di amore con le parole giuste e con le sensazioni vere che un amore di quel tipo provoca. Il suo segreto è quello di rendere perfettamente l'idea della potenza di quelle sensazioni nella vita di un'adolescente. Di farle rivivere, di farle sognare.
Che è, in definitiva, sia il suo più grande difetto e pregio allo stesso tempo.
(Bisogna comunque fermarsi al primo libro, perché a mio parere tutto quello che segue è inessenziale)

17.8.11

Italians do it better...

Forse nessuno avrà notato che mi piacciono i telefilm.
Guardo serie tv da quando sono piccola e se potessi collezionerei tutto e di più per poter rivedere ogni episodio di ogni serie già vista e ancora cose nuove.
Nella mia ricerca di cofanetti dvd (perché mi piace averli e vederli quando voglio invece che aspettare gli orari variabili e improbabili dei palinsesti tv) mi imbatto in bizzarre singolarità. Che variano dalla strana distribuzione temporale (un cofanetto che esce adesso negli USA, da noi arriva forse tra due anni), alle versioni del cofanetto in questione.
L'ultima di oggi: cercavo il cofanetto della seconda stagione di True Blood.
In patria è già uscita la terza stagione da qualche mese, stagione di cui esistono già una versione francese e una tedesca, da noi è disponibile solo la prima e la seconda arriverà a fine settembre. Non solo, ma se la seconda serie nell'edizione inglese costa poco più di 19€, qui in Italia la pagheremo (prezzo Amazon.it) ben 34,94€ e non capisco perché. In confronto il cofanetto doppio con le prime due stagioni, sempre in versione Inglese, costa meno che il solo cofanetto italiano della seconda serie.
In entrambe le versioni sono 5 dvd, stesso numero di puntate. Variano le lingue disponibili, in quella inglese sembrano esserci più sottotitoli, per quella italiana è segnalato solo italiano senza alcun sottotitolo (ma magari una volta uscito si potranno conoscere maggiori dettagli).
E Amazon pare avere il primato del prezzo, perché andando a guardare per esempio il sito della Fnac si scopre che pre-ordinandolo si pagano solo €37, mentre il prezzo di vendita ufficiale sarà poi di circa €43.
Tutto contro €19,06 della versione inglese.
Stessa cosa dicasi della prima stagione, che su Amazon ho pagato la stessa cifra e che sui siti Feltrinelli e Fnac costa rispettivamente €42,21 e €55,99.
Ok, non credo sia il doppiaggio a pesare così tanto sul totale. Non sarà la confezione, non sarà l'IVA, una parte sarà il ricarico del venditore. Ma una differenza simile nei prezzi secondo me non ha giustificazione.
Mi domando se da ora in poi dovrò andare a comprarmi i cofanetti direttamente in lingua originale, visto che non produco denaro, ma lo guadagno con fatica e noia.

16.8.11

Incubo di una notte di mezza estate

Ragni bianchi e mollicci, enormi, umidi e aggressivi.
Non solo, ma anche mutaforma. Sono dappertutto e ogni angolo della casa (montagna o campagna) è ricoperto da ragnatele bagnate e gocciolanti. Cercano di mordere, quasi fossero mannari (la Hamilton mi insegna che si può ;P) e volessero renderti simile a loro. Assumono le sembianze di qualcuno che ami e aspettano, non nella tela, di coglierti di sorpresa. Hanno zanne ricurve, in realtà, perché nel momento in cui aprono la bocca sembrano più serpenti che insetti. E se li buchi rilasciano liquido, come palloncini gonfiati d'acqua, ma la loro pelle è estremamente elastica, come una membrana sottile.
Sono forti, ma più che altro schifosi.
E come ti risvegli con l'impressione di avere ancora addosso quella membrana, quel liquido e un corpo molle che pesa addosso... non è che un sollievo.
Soprattutto quando l'ultimo ragno aveva l'aspetto di tua madre e per salvarti dalle sue fauci "viperose" hai lottato con tutte le tue forze. Soprattutto ora, soprattutto se poi mentre ti svegli ti stai dicendo: "ragno porta guadagno". La mente umana è davvero bizzarra, a volte.
No, va beh, sempre...

15.8.11

Che ( e non sta per Che - intendo Guevara)

Non va. L'umore non va.
Vorrei fermare il tempo e respirare un po'. Invece non lo posso fermare, mi manca l'aria.
Che io non mi senta felice non è una novità. Io non credo che esista una cosa così. Ma almeno un minimo di pace, un po' di quiete, nessuno che mi chiede di fare cose, nessuno che si aspetta da me qualcosa che non ho voglia di "produrre".
Non ho voglia di ascoltare, non ho voglia di palare, di camminare, di cucinare, stirare, lavare, lavorare.
Vorrei uscire dal corpo e vagare in mondi che non siano questo. Questo non mi piace, mi ha stufata, mi annoia, delude, stanca.
Qualcuno conosce un portale per un'altra dimensione?

12.8.11

Perduto

Un brivido mi risveglia dal sonno. Ho paura.
La donna che nel mio sogno ha incontrato La Morte ha i tratti di un'attrice francese vista nel film di Eastwood. Credo ci sia un collegamento, ma il sogno mi ha spaventata e non ci faccio caso, non subito. Le due occasioni in cui le due donne si sono incontrate cominciano a sfuggirmi, so solo che la seconda volta una aveva un mantello nero e, come sempre, non era minacciosa. So anche che nell'attimo in cui siamo salite in auto era notte e l'auto era un enorme fuoristrada. Alto e con al centro del volante la scritta GMC, in diagonale su una figura mitologica o su un fulmine. I fari dell'auto illuminavano la strada mentre prendevo velocità. Forse in discesa e comunque a dispetto delle auto che viaggiavano sulla stessa strada. Avevamo fretta, una fretta terribile. La strada era sterrata e alcune pietre brillavano sotto la luce dei fari.
Ora sono sveglia e devo decidere se addormentarmi di nuovo. Se proseguire con il sogno, soprattutto. Mi chiudo in posizione fetale e affronto il ritorno del sonno senza preoccuparmi.
Dopo solo immagini confuse, nessun filo logico. Qualche frase sconnessa che tutto sommato non mi resta impressa. Non dovevo lasciare scappare questo sogno. So che mi sarebbe servito, come altri. Forse tornerà, forse l'ho perduto per sempre. Dovrei tentare di recuperarlo, un tempo ero in grado di riprendere i sogni da un certo punto in poi cambiandone i lati negativi o imparando i dettagli così bene da poter ripetere il sogno per intero notte dopo notte, finché non diventava un film con una trama comprensibile.
Ho perduto un sogno. Una cosa grave se penso alla mia natura.
Una cosa buffa se poi, digitando gmc su google trovo un fuoristrada di cui nulla sapevo prima d'ora e che stanotte ho guidato in discesa in una corsa follle.