No, non ho iniziato a bere, anzi ho quasi smesso - che poi sulla natura del mio bere ce ne sarebbe da dire ma non è questo il momento.
In questi anni in effetti ho quasi smesso di fare tutto ciò con cui mi riempivo la vita in precedenza per concedermi il lusso di fare ogni cosa che amo in modo più sereno senza la necessità di tramutare ogni attimo di piacere in una ossessione compulsiva.
Per esempio non scrivo più - e non dipingo, non verso resina, non guardo serie tv, non leggo - fino alle tre del mattino per poi dormire quattro ore scarse e svegliarmi sempre più stanca e con sempre vivo quel vuoto che mi spingeva a fare cose (spesso anche senza vedere gente). Non mi riempio le orecchie di musica a ogni ora del giorno, non cerco di essere in un posto diverso da quello in cui sono fatta eccezione per quando lavoro, momento in cui la mia mente per difesa va a fare qualsiasi viaggio le sia possibile. Ma anche questa è un'altra storia.
Ho ripreso a leggere da un paio di anni - non che prima non lo facessi del tutto ma era diverso - e sono tornata ai miei vecchi amori dopo aver cercato inutilmente di darmi un tono leggendo romanzi seri e un pochino più impegnati. Sono tornata alla fantascienza, all'horror e al fantasy ma soprattutto ai vampiri. Ed è qui che arriva il Lagavulin.
Ricordo alle superiori e all'università quando i miei professori mi rimproveravano di perdere tempo leggendo romanzi di genere - di quel genere - invece di farmi una cultura con la letteratura vera come se il genere di per sé bastasse a rendere un romanzo scarso e come se una lettura più leggera mi rendesse incapace di ragionamento o di riconoscere dei limiti. Lo so, l'ho già detto più volte e tendo a ripetermi come Max Gazzè in "Cara Valentina".
Il fatto è che la mia costante ricerca di leggerezza è l'ennesima forma di difesa che mi aiuta a difendermi da me stessa e dal mio continuo rimuginare. Leggere qualcosa di divertente e di irreale mi solleva dal peso del mondo. Per questo adoro leggere di vampiri. Soprattutto di vampiri assurdi - ma poi ce ne sono di "seri"? - come quelli della Confraternita del Pugnale Nero. Questa razza di energumeni sovradimensionati, superdotati e ipereccitabili le cui femmine vanno in calore come animali e il cui senso di possesso è un perfetto esempio di relazione tossica - anche qui, non che in Twilight per esempio si caschi meglio, però...
Ora, avendo finito tutti e centordici i romanzi della saga e pure ricominciato da capo la serie visto che da quando avevo letto il primo a quando ho finito l'ultimo volume sono passati più o meno dieci anni, da qualche mese sto leggendo altro - mi sono incuriosita vedendo la serie tv e sono ovviamente andata a cercare tutti i libri de "La ruota del tempo" - ogni tanto sento la mancanza del brivido horror. Soprattutto quando al mattino, prendendo il caffè al bar prima di entrare al lavoro, leggo tutte le etichette degli alcolici disposti sulla parete dietro al bancone e ci trovo il Lagavulin, largamente usato dai confratelli. Allora mi dico, dovrei riprendere la serie. Poi ci ripenso, avendo territori nuovi da esplorare.
E nuovi panorami da assaporare, e tanti piccoli attimi di pace senza rincorrere niente e senza temere il vuoto.
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