28.10.12

Un piccolo saluto

Corrado non c'è più, le improvvise svolte della vita. Ma qualcosa di lui rimane e per salutarlo con gli altri amici vi propongo il suo libro, il suo ebook.
Lo trovate qui su Amazon...


22.10.12

La donna

L'imprevedibile raggiunge il cuore addormentato.
Solo una frase, semplice e facilmente comprensibile. Eppure difficile. La donna alza la testa e annuisce sorridendo. Lo sa, l'ha sempre saputo. Tiene le gambe incrociate davanti al petto mentre ascolta seduta sul pavimento. Ricorda altre parole spese in una sosta nel lungo viaggio verso il fuoco, parole d'amore condivise con un uomo saggio. E lui che, a sua volta, annuiva.
Ricorda il suo passato, non tutto. Parti che le restano oscure e incomprensibili e che lanciano messaggi allarmanti. Quello che resta non è solo dolore e sa che molto ha un senso se lo si guarda dalla giusta prospettiva.
L'energia senza equilibrio, la forza di combattere i mulini a vento, la rabbia e la rassegnazione. Tutto per arrivare a un oggi ordinario e pulito come uno specchio in cui riflettere i propri occhi. E trovare luce.
E trovare la propria anima nascosta in cicatrici di duecento punti.
La donna alza la testa e annuisce.
E sorride. Conosce le sottili implicazioni di ogni suo respiro, sospiro o pianto. Ogni goccia di sé acquista il senso, la sensazione di ciò che sta cambiando intorno a lei. La vita. Dentro. Si chiede se il destino esiste davvero, ma sa che non è importante. Nessuna questione filosofica lo è davvero. Non più.
Ogni goccia di sé, tutto sgorga senza sosta mentre le mani tentano di fermare una risata. E un grido.
La necessità dell'imprevedibile. Come per un cieco che vede i colori e ne resta incantato, anche quando li vede attraverso lo schermo della mente. La realtà del proprio io che piomba nella coscienza gemendo per il lungo viaggio. Anni di distanza per conoscere se stessi.
La donna alza la testa e sorride.
Questo è un punto di partenza che accetta. Niente avviene per caso mentre il caso si diverte a creare occasioni. Una semplice frase. E tutto ha un senso, se l'equilibrio è rotto bisogna spostarsi e trovare un baricentro. Uno vero, uno nuovo. Se muore la vittima, muore il carnefice e viceversa. Per sempre e ancora.
La donna alza la testa, sorride e salta... nel vuoto.

21.10.12

La fine del cuore


Ecco infine l'opera dell'altra volta terminata, secondo le mie possibilità e con ciò che avevo a disposizione...


E un dettaglio della figura centrale, evidenziata dal flash e dagli acrilici metallici.

 


20.10.12

Quelle volte

A volte le lacrime arrivano all'improvviso, solo a sentire una sequenza di parole.
Niente di esplosivo o romantico, niente di toccante o di emotivamente destabilizzante. Solo una frase che ti ricorda che tempo fa stavi raccontando di una tua intuizione a un'amica tramite sms, anche con una certa foga. Amica che ti risponde come se fossi un po' matta, perché proprio quell'intuizione non la recepisce, non riesce a seguirti. In un qualche modo una affermazione forte riguardo al rapporto tra vittime e carnefici. Niente di eccezionale, ripeto. Solo un'intuizione condivisa via sms.
Eppure, nel momento in cui senti ripetere lo stesso concetto durante una lezione del venerdì da qualcuno che di certo ne sa più di te... ecco...
Le lacrime arrivano. Sembra poca cosa, ma quel concetto lo avevi intuito almeno un mese prima che lui ne parlasse. Lui, il tuo maestro, che le cose le dice meglio e che riesce a esprimersi certo in modo che più persone comprendano il messaggio. Ti tocca, lo sai. Perché della tua vita si tratta. Non solo delle tue intuizioni, proprio della tua vita.

14.10.12

Creazioni

Capita che qualcuno mi chieda un lavoro specifico, non spesso ma capita. Allora mi ci metto e creo uno sfondo

 Poi procedo riempiendolo con la base su cui lavorare e ...
Procedo con il disegno richiesto, cercando di dare il giusto spazio a ogni elemento.
Ora qui mancano solo delle pelose e orribili zampacce. Vi farò sapere come va a finire questa storia aracnofobica che sto creando per la mia collega russa.

8.10.12

Equilibrio

Certe volte non riesco a dormire, spesso ultimamente.
Non è solo l'insonnia. Energia. Cose che mi si muovono accanto. E il bisogno di un sussurro di vita mi fa battere il cuore più forte. Come attacco d'ansia si muove il respiro. La quiete che non arriva ad accogliermi tra le sue braccia. E la paura di perdere l'equilibrio.
La paura di cedere all'emozione e all'infinito desiderio di essere speciale. Di non volermi vedere uguale agli altri, di sapere che qualcosa di diverso mi aspetta poco più in là...
E ancora il cuore in gola, ogni volta che mi sdraio e aspetto il sonno, e il respiro che si fa corto.
E gli occhi che non si vogliono chiudere.
Questa mia ricerca di un equilibrio, mi chiedo... a che è servita? Se ancora oggi tremo e scalpito. Se non mi basta respirare. Se non basta scrivere, dipingere. Se i progetti che quest'estate mi facevano lavorare sodo ora che non si muovono mi soffocano.
Non che tema per la loro immobilità, è che io non riesco a muovermi per paura di spezzare un equilibrio. Eppure l'energia che sta travolgendo il mio corpo non mi chiede altro che un passo. Uno solo verso il baratro. Verso l'ignoto.
E io quel passo ho paura di farlo. Come sempre. Il primo passo. Terribile. Verso il futuro.


6.10.12

Un niente

Un gesto solito, l'indifferenza colpisce nel segno. Quando non esisti c'è libertà, in fondo.
E alla lunga ti abitui al vuoto che c'è al tuo posto. Lo riconosci come vero. Gli dai il tuo nome e lo fai vivere al posto tuo. Un modo diverso di vivere, invisibile e perennemente altrove. Diventa questo.
Non del tutto spiacevole, se si guarda bene.
Se si dimentica di esistere davvero si inventano mondi. E si comincia a desiderare di vederli davvero, di poterli vivere.
Di riempirli di oggetti propri, di dare loro colori e sapori che da invisibile non senti più.
E ti chiedi se sanguineresti in quei mondi come hai smesso di sanguinare qui. Se potresti sentire il tuo stesso corpo fremere di piacere, se i cibi saprebbero di buono o sarebbero insipidi come quelli che qui trovi gradevoli.
Che strano come un solo gesto possa farti cambiare un mondo. Basta poco. Un niente. Anzi, la mancanza di un tutto. La differenza tra la vita e la morte, forse.