12.1.13

Senza Titolo - Parte 3

Qui nell'alto dei cieli si aspetta la neve. Dicono che arriverà entro lunedì. E noi stiamo a vedere. Intanto ciò che è troppo distante - la collina, le montagne, anche solo ciò che va oltre le torri colorate che vedo di notte - resta confuso nella nebbia. Un po' come la mia testa.
No, questo angolo di paradiso in cui mi sono trasferita non mi ha delusa, anche se ha i suoi lati difficili e dobbiamo imparare a convivere (io e la mia mansarda). Viene proprio bene e sebbene le modifiche che ho in mente di fare nel prossimo futuro ne cambieranno un poco l'aspetto, già ci sto dipingendo e ciò non mi dispiace affatto.
Ho iniziato un quadro nuovo, per la collega che me l'ha chiesto da un po'. Si chiama "cigno bianco/cigno nero" ed è ispirato, per cambiare,  a un balletto. Insomma, anche qui c'è un tutù e se tutto resta come è ora nella mia mente anche in altri due casi ci saranno dei tutù... E dei nuovi colori.
Perché la vita va avanti.
E io pure. Magari sbando qualche volta, ma procedo. E sto cambiando ancora.
Devo ancora sistemare i vestiti nell'armadio e sto a dipingere e a scrivere, e a cantare. Questo, mi sa, non cambia...

9.1.13

Senza titolo - parte seconda (?)

Sarà questo clima da neve e da lacrime, forse sono stanca e sempre e comunque confusa. La situazione l'ho creata io, non ci piove, non posso incolpare nessuno. La questione è che non è un fatto di colpe, o meglio, non è solo quella. Le colpe le abbiamo ogni volta che con una decisione o un capriccio passiamo sopra a un altro. A volte nemmeno ce ne accorgiamo, altre volte facciamo finta di non accorgercene, altre ancora lo sappiamo benissimo ma il "bisogno" è talmente impellente da cancellare ogni cosa.
Sono colpevole, di questo non ho dubbi.
Ma torniamo a questo clima e alle lacrime. No, torniamo alle lacrime.
No.
Torniamo al fatto che certe volte la vita manda segnali e tu fai qualsiasi cosa per non vederli. Al fatto che tutto ti grida intorno e tu non senti altro che quella bellissima melodia. Al fatto che letteralmente perdi la cognizione di chi sei e cosa stai facendo. Al fatto che sei ubriaca.
Poi di colpo qualcosa cambia e ti rendi conto che tutto finisce. Che non hai altro che la possibilità di vivere la tua vita senza se e senza ma. Ma quale vita?
Quale dannatissima vita?

8.1.13

Senza titolo

Questa mattina, o meglio questa notte, un cielo grigio arancio mi ha colta alla sprovvista.
Aprendo gli occhi mi aspettavo di vedere le stelle - letteralmente - invece le nubi colorate dalle luci cittadine mi davano l'impressione di svegliarmi in un mondo non mio, sconosciuto.
Esploro, in questi giorni, lati di me che non avevo ancora visto. O che avevo evitato, altri che avevo sognato da tempo. Non posso dire di stare bene, eppure non sto nemmeno male. Sono stanca, come al solito ho voglia di fare tutto tranne ciò che devo e finisco per fare poco di tutto. I dubbi mi tengono compagnia insieme alle certezze. E alle paure.
In un certo senso è di queste che avevo bisogno. Le mie paure in qualche modo sopite fino a poco tempo fa sono finalmente uscite insieme ad altri demoni e altre certezze. Avevo bisogno di vedere in faccia molti aspetti di me che non potevo focalizzare. Ora li sto vedendo.
Una scoperta che a volte mi turba, non necessariamente in senso negativo. Ho bisogno di chiarezza. Il limbo in cui mi ero rintanata era sì comodo e protettivo, facile nell'abitudine.
Sono malinconica. Tutto impone delle scelte e io detesto scegliere.
Chi voglio essere davvero? Dove voglio andare? Credo sul serio in quello che faccio o penso semplicemente di voler essere diversa dal resto del mondo e mi dò delle arie come se lo fossi?
So che venerdì sera una persona speciale mi ha preso il viso tra le mani e mi ha baciato la fronte. Lui certo sa più di me dove sono le mie risposte. Io devo ancora andarle a cercare...

7.1.13

Strana-mente

Mi sento diversa. Più del solito, più di quanto avrei immaginato. Sono momenti bizzarri, questi in cui in bilico tra un mondo e l'altro dei miei mille interiori, ho da sistemare le cose estraendole dagli scatoloni, pulire la casa, renderla mia. E vorrei dipingere e scrivere subito da qui, la mia nuova postazione aperta sulla città, sui suoi tetti e sul suo cielo.
Sono momenti in cui vorrei chiudere ogni rapporto con il mondo. Tagliare fuori quasi tutti e vivere quello che sento èprima che sia di nuovo ora di correre. Mi sento strana.
Non felice, non infelice, non preoccupata, non tranquilla, appena nauseata e allo stesso tempo affamata.
Ho voglia di descrivere meglio come sto, ma non ce la faccio, non è così facile ora che ci penso.
Solo ho voglia di guardare il cielo tutto il tempo e di sapere che tutto andrà bene.
Perché andrà bene. Lo so.

4.1.13

La costante del vicino che tromba

Ci  voleva la fine del mondo, i Maya e quant'altro. Qui cambio casa, quasi cambio vita completamente e mi dico: "ecco: sono una persona nuova, in tutto e per tutto..."
Invece no.
Questa notte intorno alle 3,30 una strana vibrazione mi distoglie dal sonno, che so essere particolarmente leggero di suo, uno sbattere di legno su muro. Penso: è il terremoto. Ora sono al settimo piano e non sono abituata a certe vibrazioni. Invece no. Poco dopo il gemito prolungato della vicina mi ha destata completamente dal sonno. Che per un terremoto a Torino non mi sarei mai nemmeno mossa dal letto per controllare che la casa reggesse. No, mi sveglio solo se i vicini trombano.
E che urla, e che battere di letto contro il muro. Da film.
Se anche pensavo, cambiando vita, cambiando casa etc.. di cambiare anche la costante degi urlatori nella mia vita...
Ecco...
No. Non cambia, anzi. Se mai peggiora. Ma la vita è interessante anche per questi sguaiati dettagli.

8.12.12

Vuoto

Ripercorrendo ogni scaffale, nello svuotare librerie e mobili, trovo ammucchiate "cose" che non hanno più senso. Trovo libri che non ho mai letto e ho portato con me trasloco dopo trasloco solo perché un tempo li avevano tenuti in mano i miei nonni. Trovo libri che ho comprato e letto e non gradito, trovo fumetti che ho amato e che non mi rappresentano più; videocassette che non rivedrò e quaderni interi di appunti di scuola e università di cui non ricordo nulla. Come fossero "roba" di qualcun altro, non mia.
In effetti non lo sono più.
Ho passato anni ad accumulare oggetti che non voglio più, a trascinarmi dietro storia e storie di persone che non esistono più se non nel mio cuore. Feticci.
E vestiti di anni fa, vestiti di quando ero molto più magra e di quando ero molto più grassa. Vestiti di una che non sono più io, in una crisi di identità e di forma perenne. Non sono e non sarò quel che ero. Sono una persona nuova, per quanto sgradevole io possa sembrare ad alcuni. Certo troppo diversa da quella che rideva poco, che non osava dire e che faceva attenzione a non urtare mai nessuno, a non disturbare e non dare fastidio. Vestiti di Clara, modi di Luisa e paure di Laura si sono ricomposti in un'unica Paola che ancora non conosco e che vuole luce, aria e vuoto. Spazio libero intorno, nessun vincolo.
E siccome il destino a volte ci presenta a sorpresa proprio quello che ci serve, ecco...
Sto buttando via tutto, vendendo il vendibile, lasciando scivolare via la vita che è stata. Con quello che di buono e di non buono c'è stato. Perché a volte è vero che bisogna solo chiudere gli occhi e lasciarsi andare e le cose andranno come devono... sorprendendoci.
Quindi si va. Dove non so, ma per una strada nuova.

4.12.12

Cose

Tutto si muove e diventa complicato fermarsi a pensare, ora.
Sono viva. Questo conta. E voglio avere stelle e luna e luce da godere finalmente.
Non so bene quanto tempo mi ci vorrà per riprendere le mie attività, ora. Ho un quadro in mente, un altro incrocio di tutù. Un romanzo da finire e uno appena iniziato. Uno da riscrivere e uno da aspettare al varco del premio Calvino. Che non vincerò, certo. Ma poco importa. L'ho mandato.
La vita si muove, io seguo. Forse un po' più protagonista del solito. Forse solo più consapevole, forse solo più pazza di prima.
Saprete, prima o poi, cosa mi sta succedendo. Ora è presto per dirlo ed è tardi per spiegare perché.
Ma sono qui. Sono viva.