20.5.11

Spot futuristico

La mia mente è posseduta da immagini forti.
Il romanzo procede, lento ma inesorabile e ha un senso. Che per essere tratto da un sogno è già una gran cosa. Le sue strade sono cupe, a volte fredde. La notte è piena di luci artificiali e di musica. I personaggi hanno un loro carattere e le loro motivazioni, procedono da soli obbligandomi alla resa. E se anche a volte mi trovo ferma a chiedermi cosa succederà adesso, appena mi metto alla tastiera e comincio a digitare tutto scorre fluido senza che io mi debba sforzare.La storia mi ha catturata. Vivo più tempo nel mondo di Jane, Jack e gli altri che nel mio. Amo David e la sua natura, sono affascinata dal mistero di Jane, dalla vita di Jack, dall'esperienza di John e dalla forza di Troy. Le motivazioni che hanno spinto Clayton e che governano Sullivan Kayne. E il potere di Adam, di Aidan e dei suoi figli. E ancora, l'arrivo di DJ, del tutto inaspettato anche per me che non lo avevo previsto.
Il finale ha già tutte le fiamme che deve avere e il pathos, e ora anche una bella colonna sonora. Si chiude con Adele, con Set Fire To The Rain.
Contiene un po' di tutto, dai Massive Attack ai Pink Floyd, ai Linkin Park, Thom Yorke e Prem Joshua, i Temper Trap, Kings of Leon e la cover dei Placebo di Running up that hill, anche se è già stata usata milioni di volte.
In fondo io da quel mondo non voglio uscire. Mi piace addormentarmi parlando con loro, vederli lottare, indagare, amare e difendere la loro vita ogni giorno mentre lavoro. Mi piace pensare al loro volto, al suono della loro voce. Ai loro corpi atletici.
Ai combattimenti, al pericolo, alla morte e alla distruzione.
Questo mi mancherà. Moltissimo.

18.5.11

Dualità

Su quello che ho io faccio affidamento. Quello che voglio lo guardo con sospetto, perché tendo a volermi fare male e certe volte evitare il massacro è meglio che andarci correndo.
Tutto quello che ho cercato in vita mia si può riassumere con equilibrio e leggerezza. Che in un certo senso posso ricollegare alla danza, alla fantasia, al desiderio di perdere la dimensione corporea e diventare puro spirito.
Ma non sono una persona equilibrata di natura e trovare questo minimo equilibrio m'è costato fatica e quasi quarant'anni di vita. Per la leggerezza aspetto di essere puro spirito, che tanto...
Capita che io pensi alla passione. A quello che c'era in me prima dei vent'anni, prima dei diciotto. Prima. In quel breve lasso di tempo in cui la ricerca di un equilibrio almeno fisico in punta di piedi mi ha tenuta sospesa oltre ogni problema. A quella cosa che ogni tanto prende lo stomaco e i sensi. Che non ti lascia dormire, nè ragionare. A volte mi manca. Mi sento spenta, perché in certi momenti la passione sembra una cosa così lontana...
Che cosa volevo davvero? Equilibrio o passione? Ho come l'idea che non possano coesistere.
Tutto quello che so mi rende cinica e in qualche modo arrendevole. Tutto ciò che conosco non ha fatto che farmi male. Tutto ciò che ho amato mi ha portata a perdermi.
Per questo ho scelto l'equilibrio, per non impazzire. Ma il prezzo qual è?

8.5.11

Risveglio in una cella oscura

"Non riesco a stare sveglia, mi addormento in continuazione. E a ogni risveglio sento l'amaro in bocca. Mi viene in mente che forse ero più felice quando la mia vita aveva uno scopo. In fondo no, non lo ero comunque. Avevo solo una fuga in più dalla realtà. Un sogno.
E non è servito a molto sognare, nè qualsiasi sacrificio io abbia fatto per raggiungere il mio obiettivo. Mi chiedo perché dovrei volere uno scopo nuovo, perché dovrei averne uno. A che pro?
Per dimenticare che la vita non ha un senso se non gliene dai uno tu? Per immaginare un legame con questo mondo e con questa materia che vada oltre il mio destino comune?
Non faccio altro che tentare di allontanarmi da qui, da una vita intera. Mi rifugio in sogni, in fantasie, in melodie che mi catturano. La danza serviva a questo, scrivere serve a questo, come sognare.
Un posto dove posso essere qualsiasi cosa e chiunque, posso fare e non fare. Posso uccidere i miei demoni e amare con un'energia che qui non posso nemmeno sperare di avere. Qui non è permesso vivere felici.
Qui si può solo riempirsi le giornate e le mani di cose che non ci servono. Qui c'è il vuoto, c'è una nube nera che non permette di vedere la luce, c'è il desiderio di essere immortali.
Qui c'è solo stupidità e false speranze. Ci sono superstizioni e raggiri. C'è sfruttamento delle debolezze altrui, c'è finta pietà, finto successo, vite e corpi finti. C'è immagine dove non c'è più sostanza.
Desiderio di onnipotenza. Delirio e rituali collettivi dove si invoca il nome di un buffone credendolo un dio. Non c'è più il contatto con ciò che è vero, con luce, amore e morte. Non c'è altro che paura nei nostri cuori e non facciamo che odiare per sfuggire alla nostra ignoranza e debolezza. Non vogliamo ammettere di essere semplici animali che dopo aver vissuto una certa evoluzione stanno semplicemente tornando indietro. Alla polvere da cui siamo nati e alla barbarie che alberga nei nostri animi inquieti.
Vorrei brandire una spada e lottare fino alla morte per difendere qualcosa, ma qui non c'è nulla che valga la pena di essere difeso. Nemmeno la libertà esiste se non in un concetto astratto che usano per tenerci ingabbiati ancora più di prima. Non ci vorrà molto prima che comincino a mangiarci dopo averci tenuti all'ingrasso. Tanto non ci ribelleremo, si fa troppa fatica a reagire.
Sarà che non vediamo il sole da decenni, sarà che non conosciamo nulla se non il nostro mondo di gallerie e labirinti sotterranei. Sarà che viviamo come topi, che manca la speranza e che alla fine ci basta sopravvivere un giorno in più... "

Sam (protagonista di uno dei miei lavori), 2091.

3.5.11

Joyful

The chances we had
won't rest.
They move, they go
and you only have to let them...
No choice,
no damned wishes.
Just take a deep breath
and let yourself flow
free, alone,
one thing with the universe,
joyful.

(che alla fine tutti 'sti telefilm in lingua originale mi fanno uno strano effetto...)

2.5.11

Mamma

Vortice di fumo azzurro.
Un tornado, la Vita.
Qualcosa che ritorna.
Sei mesi di morte,
una vita d'amore.
La spirale dalle
mille traiettorie.
Nell'aria
la felicità infinita.

(dopo la preghiera del 28/4)

30.4.11

Quel che sento, io so

Le parole che ho in mente sono confuse. Ne escono controsensi se non nonsensi. Non sono libera di dire quello che ho in testa e non sono i capelli quelli che frullano rumorosamente. Vortici e spirali. Luce che squarcia le nubi e tramonti da guardare. La bellezza che porta l'estasi e il mistero del dolore.
Non ho smesso del tutto di pormi domande, più che altro non mi stupiscono più le risposte e questo non va. E mi sembra ora di parlare una lingua diversa, che non tutti han voglia di cogliere e ascoltare. Non ho mai smesso di soffrire? Forse no, ma non sento il dolore come un tempo. Ora voglio solo riempirmi gli occhi e la vita di cose belle, di poesia fatta forma, fatta vita.
Non voglio questo intorpidimento, questo diventare bruti, questo dover rinunciare a chi sono, per amore di chi? Di cosa?
Chi è il mio dio se non l'aria che respiro? La sottile musica che proviene dal cuore altrui. Quella più fragorosa di una risata complice. Chi posso adorare e servire?
Della scienza non m'importa. Che sia libera certo. Ma di nozioni ho fatto il pieno e non m'importa molto di averne delle nuove. Perché a me piace sentire. Non sapere. Quel che sento, so.
Sono animale, non essere eletto. Sono niente e non ho scopi da servire. Trovo inutile adoperare il tempo se non per sognare, per creare, per ridere e cantare. Per farmi catturare da altri mondi che non son questo, che non mi riportano alla stupida carne che mi compone. E che piano si decompone come è giusto che sia.
Non voglio un senso per tutto ciò. Voglio vivere la vita perché mi è data, perché le mie cellule si son messe insieme in un vortice e ne son venuta fuori così. Non una pianta, non un sasso o un gatto. Non un maschio. La vita ha voluto me anche se qui, sotto alle stelle in un universo talmente grande che io non posso comprenderlo (e nemmeno voglio), io non sono che un puntino. Un puntino senza importanza e allo stesso tempo fondamentale. Per l'interazione, per la condivisione, per l'amore che ho dentro. Per il cielo azzurro, per ogni goccia di pioggia e per un sorriso triste che rende triste anche me. Per uno sguardo, per la parola e ancora per il suono che mi colpisce. Energia nell'energia, particella di un dipinto geniale che solo la Natura poteva creare. Particella che non sta alle regole, ma che lascia che il vortice la trascini dove deve andare. Che non lotta, perché non c'è motivo di farlo. Che non vuole, non stringe, non soffoca.
Che non sa ma pulsa intensamente finché può.