1.4.09

Corsi e ricorsi... storici

Facile ripiombare negli anni d'oro, avendo amiche giovani.
Rivivere il tormento e l'estasi delle storie d'amore, discuterne, raccontarle e riesaminarle con occhi più maturi (vecchi?) e meno coinvolti.
Io poi, che ho una memoria abbastanza sviluppata, già lo faccio senza motivo...
Solo che negli occhioni lucidi di una giovane marmotta rivedi i tuoi. E torni, volente o nolente, a ripensare alle cose che si ripetono. Si ripetono nelle vite altrui e si ripetono nella tua.
Cose che tornano in mente e che sai di avere anche reiterato nel tempo.
Incontri fatali alle giostre, ad esempio. Lo stesso ragazzo a un anno di distanza, problemi diversi, stessa fine. Non tragica, ma pur sempre fine.
O rapporti con psicopatici manipolatori, lo stesso uomo per due anni, poi uno diverso con le stesse maledette caratteristiche. E tu ci sei anche ricascata.
O tradimenti che si svolgono nello stesso modo a distanza di anni. Situazioni che ripeti senza farci caso e che poi scoppiano letteralmente nella tua testa e si sovrappongono.
Il tira e molla di un fidanzato, il gioco della seduzione e quello del trattenere a sè l'uomo sbagliato. Il non voler vedere in tempo i guai che alcune relazioni portano con sè, volerle vivere comunque, ovunque portino.
Io, così, mi ci sono guadagnata un principio di esaurimento, poi una crisi depressiva, poi anni di limbo e di azioni e relazioni completamente sbagliate. D'accordo, non capita a tutti. Per fortuna. Ma certe cose capitano a tutti davvero. Perfino ad Arisa ("lasciarsi ogni due settimane")...
E ti ritrovi a pensare che gli uomini ritornano sempre, un po' come in un libro di Stephen King, specie quelli sbagliati, quelli che ci hanno massacrato e che vorrebbero continuare in nome dei bei vecchi tempi.
Che quelli sbagliati sono sempre quelli che ci restano in mente e che finché non impariamo a lasciare andare le cose come devono siamo condannati a ripeterle o a vederle ripetere. Come in "Ricomincio da capo", con Bill Murray. Che è e resta un film da vedere e rivedere...

30.3.09

Ma... scherziamo?

Sento la pubblicità alla radio per cui si può andare sul sito di Famiglia Cristiana e votare il "personaggio preferito del Vangelo".
E mi chiedo, ma sono solo io che la trovo una cosa idiota o lo è per davvero?
Io non sono religiosa, mai stata in modo particolare, ma sono stata a scuola dalle suore e un minimo di rispetto per il senso che la religione può avere ce l'ho.
Insomma, si può votare il "personaggio"? Capisco che oramai sono in pochi a leggere letteralmente la Bibbia come fosse stata scritta da Dio in divinità (perché Dio in persona...), che almeno in questo un passo avanti si è fatto, salvo poi vanificare qualsiasi passo avanti con delle assurdità e delle idee che sanno di medievale.
Però votare il personaggio del Vangelo, come fosse un premio Oscar, o una nomination di un reality...
No, davvero. O si segue un estremo, o si segue l'altro. Siamo al limite del nonsense. Da una parte ci sono limiti rigorosissimi e dall'altra si vota un personaggio delle scritture???
Mah!

23.3.09

Prossimamente

Ci siamo.
A breve sarà in vendita sul sito di Liberodiscrivere la mia breve raccolta di poesie, mia prima e finora unica pubblicazione.
Lungi dal consigliarvela, visto che la poesia non è per tutti...
Il libricino, stampato su carta ecologica, ha un prezzo abbordabile e non è impegnativo. Io non sono tanto persona da scrivere per sfoggiare qualcosa, scrivo per necessità mia, per liberare la mente dalle parole che la invadono.
Sempre prossimamente cercherò di organizzare una similpresentazione, in modo da invogliare i lettori a tirarmi la loro copia in testa e magari comprarne una seconda copia per lo stesso uso.
Intanto vi propongo la copertina...






Detto ciò, per ora mi godo il momento. E lavoro per procurarmi una nuova soddisfazione al più presto!

AGGIORNAMENTO: Dalla casa editrice mi dicono che il libro sarà in vendita dalla prossima settimana, al momento opportuno inserirò il link, così sarà più comodo...

19.3.09

Atipical female

Detesto lo shopping, da sempre.
Non mi piace girare per negozi, provare vestiti, tornare a casa con sacchetti stracolmi. Anche se ci sono delle eccezioni (guai a portarmi in libreria, ad esempio) considero il giro per fare acquisti una vera tortura.
Non tanto fare la spesa, che non mi piace, ma è una cosa a cui mi sono abituata. Proprio non mi va di sprecare tempo a comprare roba che probabilmente non mi serve. Non ho bisogno di 24 paia di pantaloni, di 45 magliette e 280 golfini diversi. Poi, comunque, ne ho. Perché difficilmente consumo i miei capi in meno di 8 anni.
Non me ne frega niente degli accessori. Cinture e borsette possono restare dove sono. Fosse per me terrei tutto in tasca, e quando posso lo faccio. Certo che, dovendo stare fuori casa ogni giorno per un tot di ore, sono obbligata a portare una borsa. Ma comoda, piccola e in tessuto lavabile.
Le scarpe sono un altro discorso, perché sono l'unica cosa per cui sono disposta a spendere l'inverosimile. Se un paio di scarpe mi piace davvero, arrivo anche ai 150 Euro. Che per un paio di scarpe sono, a mio parere, una enormità. Che siano alte, strane e possibilmente nere.
I gioielli sono bellissimi nelle vetrine. Ma non ne porto. Ho la fede, due fedine prese da una rivista quando ero adolescente al pollice destro, una comprata in India al pollice sinistro, una catenina girocollo che non cambio quasi mai anche se negli anni me ne hanno regalate altre. Al polso porto 8 braccialettini affibbiati dal marocchino di turno, quelli di filo, in vari colori. Uno per desiderio, ma non consumo nemmeno quelli e uno ce l'ho da circa 10 anni...
Come orologio uso uno Swatch. Sono comodi, non eccessivamente dispendiosi (almeno quelli che scelgo) e quando si rompono ne compri uno nuovo e sei a posto.
Non mi interessano le firme, le marche, le cose di moda. Non ho mai visto un outlet.
Se posso non mi trucco. Non ne ho un gran bisogno. Non uso tremila prodotti di bellezza e non me ne frega niente se sono pallida. Il mio colorito è quello. Non devo mica cambiarlo per forza.
Unica eccezione sono i capelli, che hanno cominciato a imbiancare troppo presto e anche se ho un buon aspetto, il capello bianco non mi aiuterebbe certo a migliorarlo.
Non amo i regali. Non amo i fiori. Il cioccolato sì.
Sono abbastanza atipica?

Firebird


"Firebird"
carboncino su carta da disegno

17.3.09

Dice il saggio...

"... Gioisci per quel che c'è da gioire
e soffriggi tutto ciò che c'è da soffriggere..."

16.3.09

Copertina o titolo?

That is the question!
Che cosa ci spinge davvero a comprare un libro piuttosto che un altro? Sempre a patto che non sia uno di quei libri che uno acquista in ogni caso: quelli dello scrittore preferito, quelli che riguardano un certo argomento...
Come sempre esistono le due scuole. C'è chi dice copertina e chi dice titolo.
Io propendo per la prima. Non che il titolo non mi prenda, ma è per una copertina azzeccata che io vedo un libro tra decine. Dò uno sguardo in generale e lì dove l'occhio si ferma soddisfatto io comincio a lottare con l'impulso di acquistare.
Sarà questione di un eccessivo senso estetico? Sono terribilmente attratta dal bello, quindi un bell'insieme di colori, una bella immagine, un disegno particolarmente riuscito mi trascinano letteralmente fino al libro.
Poi guardo il titolo, ma per un momento solo. Passo a guardare la quarta di copertina, o l'interno, per capire se la storia che si racconta può interessarmi. Salto a piè pari le critiche entusiastiche riportate a casaccio. Non mi interessa sapere che un certo personaggio abbia eletto il libro che ho in mano a libro dell'anno. Non mi interessa sapere chi ha fatto la prefazione. Di solito le salto, a meno che non siano dell'autore stesso. Al massimo leggo le note sull'autore, per capire che altri titoli ha al suo attivo e vedere se ne conosco qualcuno.
C'è da dire che io leggo esclusivamente romanzi, più che altro thriller, horror e fantasy. Poi cerco di leggere un po' di tutto, italiani e stranieri. Ma sono difficile.
Non faccio caso ai premi vinti da un libro. Alcuni di quelli li ho mollati lì a metà, proprio non ce la facevo. Sarà che mi piace la filosofia dello "scrivi come mangi", della parola semplice e quotidiana. Gli esercizi di scrittura non li amo. Amo chi sa raccontare qualcosa in cui posso riconoscermi e dire: "anche io l'avrei descritto così".
Tra le varie cose che possono portarmi a un libro piuttosto che a un altro ci sono le presentazioni ascoltate alla radio, con intervista all'autore. Se riesce a farmi concentrare sull'argomento è probabile che io vada in libreria a cercare il libro. Non è poi detto che io lo compri, ma almeno vado a vedere che libro è.
In ogni modo, visto che agli autori non è dato di decidere riguardo alle copertine nella maggiorparte dei casi, alla fine è la storia che raccontano che mi interessa...