Sediamo due a due. I saggi amici, uno avanti e l'altra dietro, parlano di cose che seguo a malapena. Dietro di me Chandra guarda fuori dal finestrino, come faccio io. Passo il tempo canticchiando, come lui. Improvvisamente ci troviamo a cantare la stessa canzone dei Red Hot Chili Peppers, io davanti e lui dietro, con tutte le parole al loro posto. E l'autobus che saltella, e il caldo.
Quando intoniamo "I heard your voice through a photograph, I thought it up and brought up the past, Once you've know you can never go back, I've got to take it on the otherside" siamo in sincrono perfetto. Piano, leggeri, una cosa quasi intima. E su "Take it on the other side" l'autobus fa inversione. Chandra e io cominciamo a ridere, complici in un gioco del destino. Gli altri due ci guardano senza capire; noi, sempre un po' fuori dal mondo.
Attimi sereni, quelli.
2 commenti:
Bello questo post.
Qualche volta mi riesce...
;P
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